La libertà dei popoli è un sacrosanto diritto
La libertà dei popoli ha rappresentato e rappresenta ancora oggi un principio fondamentale, essa è sacrosanta, è un diritto inviolabile. Ogni comunità umana, in quest’era moderna, ha la facoltà di autodeterminarsi, può scegliere e manifestare in libertà il proprio pensiero politico, economico e sociale. Questo diritto, sancito dalla carta delle nazioni unite, sta alla base dei diritti dei popoli. Essi, liberi da intromissioni straniere, possono fare scelte inderogabili, possono emanare una costituzione, scegliere un governo ed anche e soprattutto definire le politiche economiche e sociali.
Le idee di libertà oltre oceano ed in Europa
Leggendo i libri di storia non possiamo non essere affascinati dagli eventi storici che hanno caratterizzato il 1700. La rivoluzione francese divulgò in Europa le sue rivoluzionarie idee di libertà, fraternità e uguaglianza. Ha introdotto ideologie e valori che hanno portato profondi cambiamenti in tutta Europa.
La rivoluzione americana del XVIII secolo diede vita ad un nuovo modello di stato libero di vincoli subalterni, godendo di piena sovranità e indipendenza. Ha creato un paese costituzionale, con diritti individuali fondati sulle idee illuministe di libertà ed uguaglianza. I diritti fondamentali dell’uomo promuoveranno l’uguaglianza di tutti davanti la legge, lo scambio di fratellanza e la “liberté”. Nasce il pensiero che ciascun stato debba prendersi cura degli interessi dei suoi cittadini, in poche, ma importanti parole, nasce l’idea di “nazione”
L’Italia e l’idea di nazione unita
L’Italia, non respinse le ideologie risorgimentali. Combatté le sue guerre d’indipendenza con i moti rivoluzionari che coinvolsero le grandi città da Napoli a Milano, da Brescia a Venezia. Molte città europee furono interessate da questo fenomeno. Ci furono rivolte sparse in tutta Europa da Parigi a Firenze, Da Vienna a Roma e a Berlino e altre città. Questo fenomeno fu chiamato LA PRIMAVERA DEI POPOLI. Si mirava ad abbattere i regimi assolutisti e ottenere costituzioni e indipendenza. In Italia i moti rivoluzionari hanno preparato i presupposti per l’unificazione nazionale futura, hanno diffuso in ogni parte del paese l’idea di unità politica e sociale.
I moti rivoluzionari del 1800 hanno segnato un profondo risorgimento di ideologie. Molti gli episodi di violenza, numerose le vittime, persone con ideali indipendentisti, separatisti e nazionalisti. Persone che hanno sacrificato la propria esistenza in nome della libertà, uomini che hanno abbracciato la lotta armata non per scelta, ma per necessità. Il numero delle vittime legate alla lotta per l’indipendenza in Europa ed in Italia è stato immenso.
Lotta per l’autodeterminazione
La lotta per l’autodeterminazione è intesa sia come diritto dei popoli all’indipendenza, ma anche come riscatto di autonomia individuale ( per esempio quella femminile). Essa ha comportato un prezzo elevato di vittime, difficile da quantificare esattamente. Popoli che hanno lottato contro la dominazione coloniale, contro regimi razzisti e dominazioni straniere. Rivendicazioni che sono costate gravi perdite di vite. Molte stime di caduti o scomparsi sono sommerse poiché alcuni conflitti spesso manipolano i numeri. Spesso reporter e giornalisti non hanno libero accesso alle zone di guerra, prendi per esempio oggi sulla Striscia di Gaza dove esiste un quadro incerto sulle vittime di questo conflitto attuale. Secondo una ricerca della rivista ” THE LANCET GLOBAL HEALT”, il numero delle vittime è nettamente superiore a quello dichiarato, molti sono dispersi e giacciono sotto le macerie dei bombardamenti.

L’HO VISTA VOLARE
L'ho vista volare leggera e sicura,
veniva da oriente, l'ho vista davvero.
L'ho vista e recava un ramo fiorito
di bianco, aveva in sé i colori dell'iride.
Dal rosso fuoco al viola regale e nobile.
Volava sopra ulivi e dune, su un mare
pacifico, su coste ed isole.
Planava inorridita sui campi fumanti, su paesi
e città ormai inesistenti e deserti.
Immenso lo spazio che l'universo ha donato
all'uomo, animale ragionevole, ma esso non vede
l'equilibrio delle vite, montagne e fiumi e mare,
pianure vaste e piante che guardano la cecità
di quell'animale che pensa di avere un'anima.
Ascoltava pianti e grida di madri e figli,
di giovani spose dal capo coperto di nero.
Guardava Territori consunti di vita, ingannati.
Tutto ciò è la guerra, affanno degli umili
e degli onesti depredati dei territori,
della giustizia, dell'onore di una vita normale,
oramai sconfinata nel dolore e nella fame.
Eppure io l'ho vista volare silenziosa.
Pochi alzavano lo sguardo, gli avidi ottusi
sembrava non vedessero il suo volo agile e preciso.
Sicura nel suo sbattere di ali,
piccola ma grande nella figura l'ho vista.
L'ho seguita fin dove il mio sguardo poteva.
Fino al punto in cui Terra e cielo si toccano.
Solo allora ho capito cos'era quella cosa
color dell'iride bella e luminosa, allora
il mio pensiero volò verso quel posto
dove regna indisturbato il suo battito
silenzioso di ali. Come spiegare il fremito
provato al riconoscimento di quell'emblema?
Era il simbolo della PACE, dei DIRITTI, del DISARMO
LA GUERRA TRA I POPOLI lascia solo morte e distruzione
La guerra tra i popoli e le oppressioni, che limitano la libertà, sono le più gravi minacce per la dignità e per i diritti fondamentali dell’ umanità. Essa uccide la libertà. Il vero effetto della guerra sono le ferite lasciate, non soltanto fisiche ma sociali e psicologiche su una intera popolazione. I suoi effetti restano a lungo termine, sono lacerazioni profonde anche tra coloro che non hanno impugnato un’arma. I conflitti tra i popoli, da sempre, determinano sfiducia, orrore, distruzione. Le crisi alimentari, la mancanza di cibo mettono a durissima prova intere popolazioni. I conflitti, sia del passato ma anche quelli più recenti, danneggiano il tessuto sociale spezzandolo e lacerando le famiglie con perdite dolorose. Le guerre illegali di oggi lasciano dietro di sé terreni contaminati, intere città distrutte, ambienti inquinati che per decenni avranno effetti negativi sulla salute umana ed ecologica.
la generazione dei boomer
Appartengo alla generazione che non ha vissuto periodi di guerra, una generazione che non ha visto devastazioni e bombardamenti. Una generazione, quella degli anni cinquanta e sessanta che ha lottato per i principi fondamentali della libertà. Parola magica che ancora adesso fa sognare le nuove generazioni, una parola che dà speranza. Siamo stati chiamati BABY BOOMER, una parte della popolazione che è stata la prima a pensare la gioventù come soggetto politico. Ha avuto un impatto culturale e sociale, mutando i canoni, spezzando le regole tradizionali del ciclo della vita. I Boomer degli anni sessanta hanno fatto e partecipato alle proteste contro la guerra, il razzismo ed i valori tradizionali.
Le donne, con la loro perseveranza, forza e convinzione, hanno ottenuto uguaglianza e parità, per essere libere di decidere, di lavorare, di studiare. Siamo state e siamo tuttora madri consapevoli, mogli, persone istruite e soprattutto libere di pensare con intelligenza e capacità, trasformando la società a partire dal secondo dopoguerra in Italia e nel mondo.

LA LIBERTà GUIDA DEI POPOLI
C’è un famoso dipinto di Eugène Delacroix intitolato ” La libertà che guida il popolo” del 1830, raffigura una donna che sventola una bandiera, la donna è MARIANNE, durante una rivolta parigina. Il dipinto rappresenta l’unione di ogni classe sociale che si lascia guidare dall’idea di libertà per combattere e risorgere dalle ingiustizie e dalle oppressioni. MARIANNE, la donna che con forza ed orgoglio alza lo stendardo, è il simbolo della libertà. Cammina fiera e discinta,” è una donna forte, dal fascino prorompente ed una voce chiara ed energica”. Caratteristiche necessarie per chi deve farsi seguire, per chi incita alla partecipazione, poiché non ci può essere vera libertà se non c’è collaborazione e volontà di lottare per i diritti umani. Questa opera d’arte è una vera “pop star” che incarna la lotta, lo spirito di ribellione, il patriottismo e l’unita sociale dei popoli liberi.
