TESORI A CIELO APERTO

Palermo Teatro Politeama

Tesori a cielo aperto, difficili da nascondere

Quasi impossibile è riuscire a nascondere i tesori a cielo aperto di questo, tanto meraviglioso quanto piccolo, angolo del nostro pianeta, sto parlando della Sicilia. Terra generosa che per millenni ha attratto genti e conquistatori con i suoi ambienti naturali, con le sue acque cristalline. Ha subito tirannie e devastazioni, ha conosciuto sovrani amanti della cultura, del bello e dell’arte. Ogni qual volta mi allontano dalla sua naturale bellezza, la nostalgia mi prende e mi turba. I suoi profumi intensi dei fiori di zagara, che esplodendo arricchiscono l’aria di essenze fresche, vitali e corpose, catturano ed inebriano i sensi. Ed è così che tra cielo azzurro, acqua verde smeraldo e giardini di agrumeti vivi la luce e il calore del sole siciliano.

Quest’isola custodisce tesori che hanno sfidato il tempo, disastri naturali e conflitti. Attraversando il suo territorio, da est a ovest, si incontrano opere sparse ovunque: parchi archeologici immensi, cattedrali e palazzi. Ammirando queste magnificenze si può capire che cosa è successo nei secoli scorsi tra Fenici e Greci, Arabi e Spagnoli, Normanni e Svedesi. Genti di diversa origine e cultura che hanno dato storia, arte, costumi, ma hanno preso da questo territorio sole, terre fertili, bellezze naturali e mare, l’hanno resa un museo sotto il sole, aperto e libero da visitare ed ammirare.

L’isola al centro del “Mare Nostrum”

La Sicilia sa ammaliare e legare a sé con le arti magiche dei suoi tesori a cielo aperto; i visitatori a migliaia si avventurano tra stradine strette, vicoli, piazze, palazzi e cattedrali. Maestose si innalzano verso il cielo ricche di fregi barocche, di torri normanne merlate e cupole arabe, possenti e robuste, resistenti al tempo ed ai disastri tellurici.

Quest’isola, al centro del Mediterraneo, fu terra dei Sicani e dei Siculi, antichi popoli che per primi l’abitarono. Ma furono i Greci che la resero una terra magnifica, ricca di piazze e portici colonnati, giardini di uliveti e templi dalla maestosità spettacolare. Il Mare Nostrum che i Greci solcarono in cerca di nuovi territori da abitare, il mare che i Fenici, abili commercianti e navigatori che lo attraversarono e diffusero il loro sapere e le loro abilità costruttive. Popoli questi che hanno fatto del Mediterraneo il “Mare al centro del mondo”. I Greci colonizzatori e guerrieri, esploratori e matematici, conoscitori degli astri e abili coltivatori di vite ed olivo, architetti ed ingegneri. I Fenici costruttori e tintori hanno fatto di quest’isola un territorio ricco di storia e commercio. I Greci con la loro cultura hanno fondato città ricche di arte e sapere.

Centri di grande interesse fondate dai Fenici

I Fenici erano un popolo semita, navigavano e commerciavano. Fondarono grandi città in tutto il Mar Mediterraneo, tra cui MOZIA ( MTW), e poi Solunto (KERA). Costeggiando si spinsero verso le coste tirreniche e fondarono MABBONATH, quella che oggi è il capoluogo di regione Sicilia: PALERMO. Oggi questi tre poli turistici offrono cultura e storia, paesaggi incantevoli, colori e profumi, atmosfere da sogno, suscitano emozioni e creano immagini uniche.

MOZIA con la sua laguna di saline. Entrarvi significa immergersi nel silenzio, le montagne bianche di sale ( l’oro bianco di allora) sembrano neve sotto il sole cocente. L’acqua della laguna dello Stagnone è ferma, languida e silenziosa. Si crogiola sotto i raggi cocenti, si odono i gabbiani che sorvolano le inafferrabili piccole onde che un leggero alito di vento riesce a sfiorare l’acqua salina. Sembra di essere in un lontano paese dove il tempo si è fermato, dove le ore scorrono ma non sembrano passare. Qualche canoa silenziosa si avvicina alle selvagge coste di Mozia, piccola isola ma grande centro di cultura antica, nonché riserva naturale incontaminata, inavvicinabile da guardare da lontano. Con la sua forma circolare è un museo all’aperto al centro dello Stagnone di Marsala. Veri tesori a cielo aperto

Cultura e storia da scoprire: tesori inestimabili

La Sicilia archeologica è un’occasione unica al mondo da scoprire ed ammirare. Ogni suo angolo, anche i più nascosti sono veramente tesori a cielo aperto e fanno vedere siti veramente esaltanti di bellezza paesaggistica e culturale che riporta indietro nel tempo, quando popoli antichi trovarono riparo ed ospitalità in questo territorio grande per estensione e per bellezza. Molti dei templi costruiti da Greci e da Troiani in fuga oggi simboleggiano sia la religiosità di quei popoli ma anche la loro potenza ed identità culturale.

Essi i Greci, soprattutto, con questi monumenti hanno cercato di affermare e tramandare nei secoli la loro grandezza e supremazia. Ci sono riusciti, difatti i templi di Agrigento ne sono testimonianza per la loro eccezionale conservazione e maestosità. La Valle Dei Templi di Agrigento ( antica AGRAKAS),commovente rappresentazione di un popolo che ha lottato ed ha lasciato in eredità all’umanità un patrimonio ineguagliabile, dal 1997 è stata inserita nella lista DEI PATRIMONI DELL’UNESCO.

I parchi archeologici più grandi di Europa

Tempio della Concordia, Agrigento

Agrakas, oggi Agrigento, e Selinunte custodiscono i parchi archeologici più grandi d’Europa. Selinunte piccola cittadina che si affaccia sul Mar mediterraneo, antica SELINUS, è stata fondata dai coloni greci, oggi è il parco archeologico più grande della Sicilia. Il tempio dedicato ad Hera si innalza su una delle colline che circondano la valle. Il paesaggio è a dir poco spettacolare. Il parco quello di Selinunte è a strapiombo sul mare, è circondato da uliveti rigogliosi, dove le piante centenarie fanno da sfondo ai resti dei templi.

Alcuni di essi sono stati ricostruiti, le colonne svettano e si protendono quasi a toccare il cielo. Tra le rovine si erge il colonnato del tempio dedicato ad Apollo. Camminare tra le colonne gigantesche crea nella mente immagini cinematografiche di quei film colossal che narravano le gesta e le imprese eroiche degli antichi guerrieri greci. Il mare blu in lontananza e la loro posizione scenografica appare artisticamente perfetta, tanto da sembrare che si instauri un dialogo tra la natura circostante ricca di campi coltivati soprattutto uliveti verdi e rigogliosi. Il cielo azzurro fa da cornice, i colori vivaci del tempio, ahimè oramai poco visibili, ed il blu del mare fanno un connubio perfetto. I templi posizionati nel punto più alto del colle, sembrano essere al centro di quel mondo che è stato, fatto di colori, profumi, di architettura, religiosità, grandezza e natura.

Le gigantesche colonne dei templi di Selinunte, della Valle di Agrigento e di Segesta catapultano nella storia antica di un popolo così lontana ma così vicina. Giganti di pietra essi sono, sopravvivono al tempo, agli anni di intemperie e terremoti. I templi maestosi il cui ingresso principale è rivolto verso il mare, ad est, indica il sole nascente, ma anche la provenienza di quella grande cultura: la GRECIA.

La grande signora decaduta

La grande signora decaduta è PALERMO, Arabo-Normanna, prezioso gioiello di arte e cultura, di storia e affanni, di malaffare e ricchezza. Città fondata dagli antichi Fenici che la resero un centro commerciale, forse il più importante del Mediterraneo. I Greci cercarono di occupare questo territorio , ma non vi riuscirono. Saranno poi i Romani a conquistare questa città cosi ricca e fiorente. I Bizantini con la caduta dell’impero Romano resero la città uno splendore con monumenti marmorei e mosaici preziosi. Ne sono testimoni i bellissimi e opulenti mosaici della CAPPELLA PALATINA all’interno del palazzo arabo-normanno. Ma la magnificenza artistica dell’arte bizantina appare nel Duomo di Monreale dove le culture bizantina, araba e normanna si sono intrecciate, creando e lasciando a tutta l’umanità una eredità culturale unica.

Palermo l’ammaliatrice con i suoi palazzi di stile barocco, altri in Liberty diffonde bellezza e meraviglia. Palermo incantatrice con i suoi profumi e sapori che si sprigionano dalle bancarelle. I colori vivaci dei mercati sparsi, il vocio penetrante, la vivacità della gente per le vie sempre affollate fanno di questa città un luogo da scoprire. Decadente ma nello stesso tempo di una imponenza sublime: la Cattedrale, il teatro Massimo, le sue piazze, I Quattro Canti, La Fontana Pretoria, monumenti che gli occhi non smetterebbero di guardare. La struttura architettonica e le decorazioni che fregiano queste opere rendono sublime questa città.

Il TEATRO MASSIMO di Palermo è, per estensione, il terzo teatro d’Europa. I due gruppi bronzei dei leoni che sono posti ai lati della stupenda scalinata donano magnificenza a questo monumento che al termine della scalinate vanta sei colonne corinzie, in alto c’è questa scritta: ” L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparare l’avvenire.”

Palermo, come Araba Fenice, può risorgere

Se Palermo come Araba fenice potesse risorgere con tutto il suo splendore e bellezza antica sarebbe una elegantissima città. Potrebbe sfociare con orgoglio i suoi palazzi, le sue piazze, i suoi teatri e tutti i suoi maestosi monumenti di elevata architettura curata nei minimi particolari. Il tempo l’ha intaccata ma non l’ha nascosta. I cittadini di questa elegante città forse non sono consapevoli della ricchezza che hanno. Molti di loro hanno lavorato e continuano a lavorare per ridare il giusto e meritato valore alle opere monumentarie. Ma molto necessita ancora fare, ci vuole impegno e dedizione, coraggio, anche, per affrontare alcuni ostacoli. I poteri forti della città, che si lasciano trascinare dalla cupidigia e dal malaffare, impediscono il risorgere di Palermo. La negligenza individuale, il poco amore per questo territorio così affascinante e pieno di ricchezza artistico-culturale penalizza la rinascita della città che resta soffocata dalle poche attenzioni.

Veduta panoramica di Cefalù

Bagliori e luci dentro una cornice

La Sicilia che offre scenari incantevoli, il mare le fa da cornice con distese sabbiose, lagune cristalline, rocce frastagliate e falesie a picco sul mare. Sulle acque limpide si ergono paesi che visti da lontano sembrano quadri . Cefalù, antica cittadina normanna con le sue strette stradine, la scogliera e le spiagge di rena dorata, si specchia in quelle acque del MARE NOSTRUM. Mare cristallino risplende sotto il sole cocente, una lieve brezza muove le piccole increspature ed i raggi che le illuminano formano un incantevole gioco di piccole luci.

San Vito lo Capo soprannominato o meglio paragonato alle Maldive per le sue acque dalle sfumature azzurre e verdi, per i suoi bassi e sabbiosi fondali. Spesso a causa del sovraffollamento, questa caratteristica potrebbe essere nascosta da acqua più torbida. Ma a giugno e a settembre, le temperature sono ideali per godere dello spettacolo che questa località offre. E per finire dentro questa stupenda cornice non può che esserci La Scala dei Turchi ad Agrigento, splendida bianca falesia a picco sul mare, modellata dall’acqua e dal vento, si dirige scendendo verso il mare. Alla fine della sua discesa incontra sabbia bianca e mare blu, avvolge come in un immenso abbraccio la spiaggia forse unica al mondo.

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4 Risposte a “TESORI A CIELO APERTO”

  1. Ciao Concetta volevo dirti che mi emozioni sempre quando leggo quello che scrivi. Sia le poesie …che la descrizione dei tesori artistici e paesaggistici della Sicilia..mia terra natia. Mi è venuta nostalgia di luoghi e profumi che mi hai fatto ricordare Grazie continua a scrivere .

    1. Ciao Francesca, grazie per il tuo bellissimo commento. La Sicilia è una terra generosa, molto ambita dai popoli di una volta. Oggi viene trattata male anche dai suoi stessi abitanti. Vorrei tanto che prendessero coscienza di ciò che hanno. Lo fanno ma molto a rilento. Un abbraccio, Concy

  2. Quanto e’ bella e ricca di storia la tua terra, Concetta !!
    Quanto hai descritto mi riporta ,nel tempo, alle belle e indimenticabili esperieze dei miei viaggi alla scoperta di storia, cultura , e pure ottimo cibo !! Sicilia, isola che lascia tracce nella memoria del visitatore e che invita a ritornare !!

    1. Ciao Marisa, hai ragione la mia terra ha subito devastazioni naturali ma anche invasioni. Quest’ultime l’hanno arricchita di cultura, bellezza che solo l’arte può dare. Ho visitato Palermo ti assicuro che mi mancano le sue strade affollate, le sue piazze e il vociare delle persone. Un grazie per la tua disponibilità alla lettura. Un abbraccio Concy

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